Aree tematiche
Il numero 42 della rivista si propone di accogliere contributi che riflettono su alcune questioni chiave, tra cui:
- Riaffermare il ruolo del design come pratica responsabile e critica, e dunque chiedersi: come può il design della comunicazione visiva rispondere a una realtà che sovverte i suoi valori fondanti?
- Progettare forme di contrasto alla comunicazione dominante, interrogandosi sulle strategie comunicative, progettuali e speculative che possono contrastare la retorica del populismo, dell’anti-scientificità e della post-verità.
- Ibridare linguaggi visivi come atto di presa di parola e azione civica e chiedersi: Quali linguaggi, dispositivi e formati si stanno affermando nella progettazione visiva come forma di azione politica?
- Progettare strumenti comunicativi che facilitino la visibilità di soggettività marginalizzate e l’accesso per queste ultime agli strumenti del progetto. Dunque, chiedersi: In che misura il design della comunicazione può costruire spazi di resistenza e solidarietà, nonché spazi di visibilità, coalizione e rappresentazione per soggettività marginalizzate?
- Dimostrare che ogni atto progettuale implica scelte di senso e visioni del mondo eticamente e politicamente collocate: Esiste un design “senza valori” o ogni progetto è inevitabilmente politico?
- Valorizzare la natura intrinsecamente sociale, culturale e politica del progetto della comunicazione e domandarsi se il design può limitarsi a essere solo funzionale e strumentale, o il suo legame con la società lo rende inevitabilmente politico ed etico.
- Indagare sistemi di lavoro e piattaforme progettuali della contemporaneità, chiedendosi quali sono le condizioni organizzative, istituzionali, tecnologiche che permettono o ostacolano l’azione del progetto comunicativo come forma di intervento sociale e politico