Dal pixel al prompt

Susan Kare e il design come mediazione nelle soglie tecnologiche

Autori

DOI:

https://doi.org/10.82068/pgjournal.2026.23.43.08

Parole chiave:

Design, Design Grafico, Susan Kare, Intelligenza Artificiale, Interfaccia Utente

Abstract

L'intelligenza artificiale generativa rende disponibili immagini, icone, layout e variazioni stilistiche in tempi sempre più brevi. Questa accelerazione sposta il problema del design dalla produzione della forma alla costruzione dei criteri che la rendono significativa, comprensibile e responsabile. Il paper interpreta questo passaggio attraverso un'analisi storico-critica del caso di Susan Kare e delle icone del Macintosh, assunto come dispositivo comparativo per osservare la funzione mediatrice del design in una fase di transizione tecnologica. La ricostruzione mette in relazione fonti storiografiche, testimonianze pubbliche della designer e documentazione museale relativa al processo progettuale delle icone. Negli anni Ottanta, il personal computer richiedeva un linguaggio visivo capace di tradurre comandi informatici astratti in azioni riconoscibili. Kare risponde a questa condizione lavorando tra carta millimetrata, griglia bitmap e vincoli di 32×32 pixel, trasformando la scarsità tecnica in una grammatica dell'interfaccia. Il confronto con l'AI generativa evidenzia una diversa condizione progettuale: non più la scarsità del segno, ma l'eccedenza degli output. Dal pixel al prompt, il compito del designer resta quello di costruire mediazioni tra possibilità tecnica, contesto d'uso e significato culturale. L'automazione non rende marginale il design, ma ne rende più esplicita la funzione critica: selezionare, orientare, argomentare e rendere valutabile ciò che la macchina produce. In prospettiva formativa, questa trasformazione richiede competenze storiche, semiotiche e critiche capaci di distinguere la generazione di forme dalla produzione di senso.

Biografie autore

  • Dario Russo, Università degli Studi di Palermo

    Architetto e dottore di ricerca, è professore associato all'Università di Palermo, dove insegna di teoria e storia del design e tiene laboratori di design di prodotto e comunicazione integrata. La sua ricerca spazia dal design della comunicazione al service e all'interaction design, fino al ruolo del design nell'innovazione, nella trasformazione digitale e nell'intelligenza artificiale.

  • Samuele Morvillo, Università degli Studi di Palermo

    Designer e PhD in Design presso l'Università degli Studi di Palermo, lavora tra UX/UI, service design e innovazione sociale, progettando esperienze, servizi e processi di co-design orientati a bisogni reali, comunità e contesti d'uso.

Riferimenti bibliografici

Blackwell, L. (1998). I caratteri del XX secolo. Leonardo Arte, Milano.

Blackwell, L. (2000). The End of Print: The Graphic Design of David Carson. Laurence King, London.

Bollini, L. (2016). Le Pleiadi: una prospettiva storica sulla costellazione delle protagoniste della rivoluzione tecnologica e del design digitale. AIS/DESIGN, 8.

Bonsiepe, G. (1999). Interface: An Approach to Design. Jan van Eyck Akademie, Maastricht.

Castellacci, C. & Sanvitale, P. (2004). Il tipografo mestiere d’arte. Il Saggiatore, Milano.

Ferraris, M. (2025). La pelle. Che cosa significa pensare nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Il Mulino, Bologna.

Hegel, G.W.F. (1807). System der Wissenschaft. Erster Teil, die Phänomenologie des Geistes. Joseph Anton Goebhardt, Bamberg und Würzburg.

Hintz, E. (2018). Susan Kare: Design Icon. IEEE Annals of the History of Computing, 40(2), 48-61.

Hwang, Y. & Wu, Y. (2025). “Graphic Design Education in the Era of Text to Image Generation: Transitioning to Contents Creator”. International Journal of Art & Design Education, 44(1), pp. 239–253.

Ihde, D. (1990). Technology and the Lifeworld: From Garden to Earth. Indiana University Press, Bloomington.

Jansen, B. J. (1998). The graphical user interface. ACM SIGCHI Bulletin, 30(2), pp. 22-26.

Letterform Archive. (2019, 5 novembre). Notes on icons and design with Susan Kare [Video]. YouTube.

Lupton, E. & Miller, J.A. (1999). Design Writing Research. Phaidon, London.

Manovich, L. & Arielli, E. (2024). Artificial Aesthetics: Generative AI, Art and Visual Media (ed. italiana: Luca Sossella Editore, 2026).

Marinetti, F.T. (1939). “Rivoluzione futurista delle parole in libertà e tavole sinottiche di poesia pubblicitaria”. Campo grafico, 3–5, pp. 68–71.

Menchetelli, V. (2019, July). MICRO-GRAPHICS. Icons in visual communication: between symbolic value and interaction design. In International and Interdisciplinary Conference on Image and Imagination (pp. 456-469). Springer International Publishing.

Polano, S. (2003). “Tipologia”. In Polano, S. & Vetta, P., Abecedario. Electa, Milano, pp. 16–29.

Russo, D. (2006). Free Graphics. La grafica fuori delle regole nell’era digitale. Lupetti, Milano.

Russo, D. (2007). “From Da Da to Bit Bit”. In Dukhan, I. (ed.), Avant Garde and Cultures: Art, Design, Cultural Environment. BSU & UNESCO, Minsk, pp. 128–132.

Russo, D. (2026). “Ecology and Human Destiny in the Techno Anthropological Circle”. In Russo, D. (ed.), Livings Ecosystems. Climate, Ecology, Food and Well-being. Palermo University Press, Palermo, pp. 28–51.

Semper, G. (1852). “Wissenschaft, Industrie und Kunst. Vorschläge zur Anregung nationalen Kunstgefühles”. In Pasca, V. & Pietroni, L. (2001), Christopher Dresser. 1834–1904. Il primo industrial designer. Lupetti, Milano, pp. 189–215.

Somaini, A. (2023). “Algorithmic Images: Artificial Intelligence and Visual Culture”. Grey Room, 93, pp. 74–115.

The Museum of Modern Art. (s.d.). Susan Kare. MoMA.

VanderLans, R. & Licko, Z. (1988). “The New Primitives”. I.D., 2, marzo–aprile, pp. 58–61.

Verbeek, P.P. (2005). What Things Do: Philosophical Reflections on Technology, Agency, and Design. Penn State University Press.

Wozencroft, J. (1988). The Graphic Language of Neville Brody. Thames and Hudson, London.

Pubblicato

01-10-2026