Perdersi senza smarrimento
Design come pratica di congiunzione dentro e fuori i mondi artificiali
DOI:
https://doi.org/10.82068/pgjournal.2026.23.43.09Parole chiave:
intelligenza Artificiale Generativa, Agency del Designer, Conoscenza Incarnata, Artigiani DigitaliAbstract
Le tecnologie di intelligenza artificiale generativa stanno ridefinendo i processi del design della comunicazione visiva, abbreviando i tempi di produzione e abbassando la soglia di accesso agli strumenti. Se la qualità di un progetto non dipende dalla precisione del prompt che lo ha generato, ma dalla capacità di aprire spazi di esplorazione, cosa resta dell'agency del designer nell'epoca dell'AI? Il contributo affronta questa domanda a partire dalla distinzione, proposta dal filosofo Franco Berardi, tra connessione – un contatto che ottimizza segnali senza abitare la distanza tra chi produce e chi riceve – e congiunzione, cornice degli atti intenzionali in cui si generano modi alternativi di pensare. L'AI generativa si configura come una tecnologia della connessione: abbrevia il processo progettuale eliminando l'attrito che, storicamente, ha reso il design una forma di esplorazione incarnata. L'articolo propone una lettura del visual design come pratica di congiunzione: uno spazio in cui l'esperienza estetica genera relazioni imprevedibili, spaesamento e costruzione condivisa di significato. Vengono esaminate alcune pratiche pedagogiche e progettuali – dagli esercizi di Tenazas e Reinfurt a produzioni contemporanee come la campagna BBC Let's Make It Iconic e Concatenation 2 - Olympic Games di Donato Sansone – in cui la resistenza dei materiali e la sospensione dell'immediatezza si rivelano condizioni feconde e non ostacoli da rimuovere. Si tratta di suggestioni utili a vedere il designer come un nomade culturale, ossia capace di perdersi senza smarrimento e mantenere una direzione critica inseguendo occasioni di deviazione e di errore, accogliendo interpretazioni impreviste senza rinunciare all'orientamento. Avvalorare questa postura non significa contrapporre uno strumento all'altro, ma riaffermare il design come pratica capace di abitare l'incertezza e trasformarla in conoscenza trasmissibile: un'agency che nessun sistema automatizzato può assumersi al suo posto.
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