Progettare senza mani

Ricostruire un'applicazione web con l'IA

Autori

DOI:

https://doi.org/10.82068/pgjournal.2026.23.43.13

Abstract

In un'aula del Bauhaus, un secolo fa, Johannes Itten insegnava ai suoi studenti che progetto e forma non sono la stessa cosa. Il progetto è l'idea generativa; la forma è l'oggetto che quell'idea diventa: il libro, la sedia, la lampada (Itten, 1963/1975). Per Itten la cucitura tra le due parole era una lezione di lettura, non un fatto di produzione, perché le stesse mani che concepivano l'opera andavano poi a realizzarla. Progetto e forma restavano fusi in una sola persona, e la distinzione viveva quieta nella teoria.  Oggi non è più così. Quando una macchina scrive il codice, combina gli elementi visivi e produce l'artefatto, ideazione e realizzazione si separano, e la domanda arriva con forza: quando la cucitura diventa uno strappo, che cosa resta dalla parte del designer? Victor Papanek aveva risposto molto prima che la domanda potesse essere posta: il progetto non è mai stato stile ma responsabilità, il rispondere delle conseguenze (Clarke, 2021; Papanek, 1971/1985). Più di recente, Manuel Lima ha raccolto artefatti in cui la separazione è nativa: da temp o gli algoritmi producono la forma, e l'autore decide che cosa significhi la rete (Lima, 2011). Quest'estate una visualizzazione di rete è stata ricostruita in cinque sessioni di lavoro con una macchina, senza che il suo autore scrivesse una sola riga di codice. I risultati sono pubblici come applicazione web (Rodighiero, 2026a) e come codice (Rodighiero, 2026b). Ciò che è stato ricostruito è un grafo di co-autorialità sviluppato sei anni prima, che dispone una comunità scientifica non su una superficie piana ma su una sfera (Rodighiero, 2020). La sfera non è mai stata un ornamento. In una rete, ogni layout piano condanna qualcuno ai bordi, e chi vi finisce appare periferico, minore, quasi assente. Una sfera non ha bordi: ogni punto della sua superficie è interno, e chiunque può esserne il centro, basta ruotare il globo. Era questo l'argomento originario: la rappresentazione come questione di design justice, democratizzata dalla geometria (Costanza-Chock, 2020; Rodighiero, 2021). Ma una sfera non si può stampare; per arrivare sulla pagina deve essere appiattita. 

Biografia autore

  • Dario Rodighiero, University of Groningen

    Dario Rodighiero è Assistant Professor di Science and Technology Studies all'Università di Groningen e principal di metaLAB (at) Harvard / Berlin / Basel. Designer, lavora tra information design, digital humanities e comunicazione della scienza.

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Pubblicato

01-10-2026