Modelli di scrittura per archivi incompleti
Design Philology e la ricostruzione di memorie parziali
DOI:
https://doi.org/10.82068/pgjournal.2025.22.41.10Parole chiave:
Scrittura della Memoria, Archivi Digitali, Ontologia Relazionale, Narrazione Curatoriale, Memoria IstituzionaleAbstract
La memoria collettiva non è una collezione di documenti e ricordi, ma una costruzione attiva, selettiva, spesso frammentaria. Gli archivi, in quanto dispositivi culturali, non si limitano a conservare: articolano ciò che viene ricordato e ciò che può essere dimenticato. Questo contributo indaga come, nel contesto di forme di scrittura digitale, tali strategie di registrazione possano generare modelli che intrecciano ricordi, testimonianze, documenti e interpretazioni, coinvolgendo persone e materiali. In questa prospettiva, presentiamo Design Philology, una piattaforma sperimentale di archivio, esplorazione e racconto sviluppata dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che indaga le potenzialità dell’archivio come spazio di scrittura aperta e plurivoca, assumendo la parzialità come condizione generativa.
L’analisi si concentra sulle sezioni autoriali dell’archivio, Narrazioni e Timeline, in cui l’interfaccia assume un ruolo curatoriale, capace di costruire percorsi di lettura e interpretazione. In queste sezioni, il modello di scrittura consente agli autori di riscrivere l’archivio attraverso operazioni di montaggio, affiancamento e articolazione di relazioni tra contenuti. Materiali d’archivio, immagini, peritesti, documenti istituzionali, testimonianze e contributi multimediali si combinano su piani temporali e relazionali differenti, dando forma a composizioni capaci di evidenziare punti di vista tematici, biografici o personali, e a scritture parziali e plurali della memoria.
Design Philology, in questo contesto, si propone come prototipo sperimentale di mnemografia digitale: un esperimento di scrittura della memoria istituzionale che intende esplorare la complessità, l’incompletezza e la parzialità dei materiali d’archivio, così come la molteplicità di chi ha vissuto, interpretato e tramandato questa storia.
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