Archeologie del futuro
Una riflessione controfattuale sull’insegnamento del visual communication design nell’era dell’AI
DOI:
https://doi.org/10.82068/pgjournal.2026.23.43.05Parole chiave:
Visual Communication Design, Design Pedagogy, Intelligenza Artificiale, Speculative Design, ControfattualitàAbstract
L'integrazione dell'intelligenza artificiale generativa nei processi di progettazione della comunicazione visiva sta modificando profondamente il rapporto tra apprendimento, produzione e sapere progettuale. Se storicamente la formazione del designer si è fondata sull'acquisizione della conoscenza dei processi iterativi di ricerca, sperimentazione e verifica, l'emergere di strumenti capaci di incorporare competenze operative e decisionali solleva interrogativi sui contenuti da insegnare ai futuri designer. A partire da una ricognizione comparativa di corsi universitari internazionali dedicati al visual communication design e di percorsi formativi esplicitamente orientati all'integrazione tra design e intelligenza artificiale, il contributo individua ricorrenze tassonomiche e pedagogiche che caratterizzano i diversi modelli educativi. L'analisi evidenzia, nei percorsi tradizionali, la centralità di dimensioni processuali, critiche, relazionali e produttive, e l'emergere – nei programmi AI-oriented – di nuove configurazioni fondate su automazione, sistemi adattivi e infrastrutture computazionali. Sulla base di tali evidenze, l'articolo adotta un approccio controfattuale ispirato alle pratiche dello speculative design per interrogare le possibili trasformazioni future dell'educazione al design della comunicazione. Attraverso la costruzione di una matrice epistemica articolata lungo gli assi della visibilità/invisibilità del processo e delle forme di conoscenza formulate da Floridi nell'articolo What a maker's knowledge could be (2016), vengono delineati quattro paradigmi educativi ipotetici: laboratoriale, critico-orchestrativo, curatoriale e automatizzato. Tali modelli non intendono predire il futuro né proporre linee guida normative, ma rendere leggibili alcune tensioni già presenti nella contemporaneità. L'esercizio controfattuale denuncia come la progressiva delega delle competenze operative agli strumenti intelligenti possa tradursi anche in una delega della comprensione dei processi, rendendo necessaria una rinnovata attenzione verso dimensioni quali consapevolezza critica, responsabilità culturale e riflessione etica. In questa prospettiva, il contributo propone una riflessione sull'evoluzione del ruolo del designer e sulla necessità di ripensare i modelli pedagogici destinati a formare progettisti capaci di operare consapevolmente in ecosistemi sempre più automatizzati.
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