Oralità e algoritmo

Genealogia delle interfacce come scritture computazionali

Autori

  • Lorenzo Esposito Università degli Studi di Napoli Federico II image/svg+xml Author
  • Fabiana Marotta Università degli Studi di Napoli Federico II image/svg+xml Author

DOI:

https://doi.org/10.82068/pgjournal.2026.23.43.16

Parole chiave:

Interfaccia, Oralità, Linguaggio, Algoritmo, Prompt

Abstract

La dissoluzione dell'interfaccia visiva nei sistemi conversazionali contemporanei permette di leggere in continuità la storia del design dell'interazione. Questo contributo propone di considerare il linguaggio come oggetto costante del design dell'interazione: un sistema semiotico strutturato, dotato di sintassi, semantica e pragmatica proprie. A sostegno di questa tesi, il contributo ricostruisce, a partire dagli artefatti e attraverso di essi, una genealogia critica delle interfacce come forme di scrittura computazionale e dispositivi della conoscenza: dall'oralità alla scrittura, dalla tipografia ai linguaggi macchina, dalle interfacce grafiche alla computazione ubiqua, fino alla dissoluzione dell'interfaccia nei sistemi conversazionali basati su intelligenza artificiale. La traiettoria che emerge è spiraliforme. Oralità primaria e oralità computazionale occupano la stessa posizione formale, il linguaggio naturale come unico mediatore tra chi formula e chi risponde, ma a profondità storiche, tecniche e infrastrutturali radicalmente diverse. Ogni configurazione storica dell'interfaccia ha istituito un codice condiviso per rendere accessibili funzioni prive di forma percepibile: ciò che mutava erano i materiali espressivi, non la natura semiotica del problema. I sistemi conversazionali portano questa logica al suo punto di massima coerenza, restituendo la lingua naturale come interfaccia stessa e riattivando nella computazione le proprietà costitutive dell'oralità: la situazionalità, la performatività, l'unicità irripetibile di ogni scambio. In questo scenario il design dell'interazione non scompare, si ridefinisce, spostandosi dalla progettazione della forma generata alla progettazione delle condizioni della generazione: le grammatiche che governano la variazione, i vincoli entro cui il sistema produce senso senza produrre arbitrio.

Biografie autore

  • Lorenzo Esposito, Università degli Studi di Napoli Federico II

    Lorenzo Esposito (Napoli, 1992) è architetto e designer, dottorando in Design al DiARC dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Studia come gli oggetti d'uso cambiano nel tempo, mettendo in relazione forma, tecnica e comportamento per individuare ciò che, nell'interazione, cambia e ciò che permane.

  • Fabiana Marotta, Università degli Studi di Napoli Federico II

    Fabiana Marotta è designer e assegnista di ricerca in Design al DiARC, Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ha conseguito il Dottorato in Architettura (2023) con una tesi in Design Studies e dove insegna Cultura visiva per il design. È inoltre docente a contratto dei corsi di Design e di Cultura del progetto all'Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca, all'intersezione tra interaction design, Science and Technology Studies ed estetica computazionale, indaga le relazioni tra corpi, artefatti e interfacce, esplorando come i sistemi digitali riconfigurino l'esperienza incarnata (desiderio, memoria, linguaggio) facendo apparire le proprie logiche formali come naturali e intuitive.

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Pubblicato

01-10-2026