DATA DRIVEN KNOWLEDGE
OLTRE L’ESTETICA DEL DATO NEI PROCESSI DI ACCESSO ALLA CONOSCENZA
DOI:
https://doi.org/10.82068/pgjournal.2025.22.41.12Parole chiave:
Visualizzazione dei Dati, Interazione Uomo-Dati, Reti Relazionali, Accessibilità Cognitiva, Interfacce NeuraliAbstract
Nel contesto dell’economia della conoscenza, la proliferazione dei dati e la crescente complessità dei sistemi informativi richiedono nuove forme di produzione, di accesso e di interpretazione del sapere. Il contributo intende proporre una riflessione teorica e metodologica sulla visualizzazione dei dati come pratica cognitiva e culturale, superandone la concezione puramente estetica quanto invece per indagarne la dimensione epistemica, interpretativa e situata. Attraverso un’analisi critica dei metodi computazionali e dei linguaggi visuali – tra cui tecniche di clustering, modelli reticolari, riduzioni dimensionali e interfacce interattive – si evidenzia come la messa in forma dell’informazione non sia mai neutra, ma incarni scelte progettuali, strutture ideologiche e presupposti culturali che orientano la costruzione di significato. In questa prospettiva, la visualizzazione viene intesa non come semplice rappresentazione funzionale, ma come ambiente semantico e dispositivo di conoscenza. Particolare attenzione è dedicata alle potenzialità delle Brain-Computer Interfaces (BCI) nei processi di visualizzazione dati. Queste tecnologie, che consentono l’interazione tra attività neurale e sistemi digitali, introducono una nuova dimensione nell’esperienza visiva del dato: permettono di monitorare in tempo reale l’efficacia comunicativa delle rappresentazioni e di progettare sistemi adattivi capaci di rispondere ai segnali cognitivi dell’utente. Tale prospettiva apre a scenari di ricerca avanzata, in cui il confine tra visualizzazione, percezione e interpretazione si fa sempre più fluido. Lo scopo è delineare un quadro teorico in cui il design dell’informazione si configura come una pratica interpretativa e relazionale, capace di trasformare il dato in linguaggio e il linguaggio in conoscenza condivisa, e dunque uno strumento attivo per la produzione e la condivisione del sapere. In questa transizione – dal dato rappresentato a quello generato – si delineano nuovi orizzonti per il progetto grafico e per la mediazione visuale della complessità.
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