Introduzione al Numero

Issue 44 • 2026

GRAPHIC DESIGN FOR THE PUBLIC
COMMUNICATION, ACCESS, AND CIVIC EXPERIENCE

Negli ultimi anni, il Service Design si è affermato come approccio strategico nel settore pubblico, contribuendo all’adozione di metodologie partecipative centrate sulle persone per affrontare una complessità crescente. Attraverso la promozione di azioni di innovazione, unità governative e società di consulenza specializzate, il Service Design ha sostenuto processi di policy-making, trasformazioni organizzative, contribuendo a implementare il coinvolgimento dei cittadini e i processi di digitalizzazione.

Tuttavia, la crescente rilevanza del Service Design non dovrebbe oscurare una condizione fondamentale: molto prima che questi approcci acquisissero visibilità, e ancora oggi, la maggior parte delle interazioni tra cittadini e istituzioni pubbliche è mediata dalla comunicazione visiva. Dai sistemi di trasporto e dalle infrastrutture di orientamento alla modulistica fiscale, dalle interfacce digitali all’informazione elettorale e alla comunicazione sanitaria pubblica, l’esperienza quotidiana del settore pubblico è in larga misura costruita attraverso il design della comunicazione.

In questo senso, gli artefatti di visual e graphic design possono essere intesi come un’interfaccia critica tra istituzioni e cittadini, la cui efficacia dipende dalla capacità di organizzare, chiarire e trasmettere informazioni, ma anche di sensibilizzare a compiere azioni concrete, di garantire l’accesso ai servizi, di completare procedure amministrative agilmente e di comprendere i flussi della comunicazione pubblica veicolati attraverso media visivi e audiovisivi e di rispondere a essi. Anche quando sono concepiti come immateriali, i servizi non sono, infatti, invisibili. Il loro accesso, la loro comprensione, usabilità e qualità estetica dipendono da strutture visive e multimediali, gerarchie informative e dispositivi di comunicazione, compresi gli artefatti time-based e i formati audiovisivi, che consentono ai cittadini di interagire con i processi istituzionali e di orientarsi all’interno di servizi pubblici sempre più interconnessi.

Le istituzioni pubbliche e le organizzazioni nazionali e sovranazionali hanno la responsabilità di ridurre gli ostacoli per la partecipazione alla vita civica e sociale. Ciò implica garantire che strumenti quali moduli, piattaforme, pubblicazioni, sistemi di segnaletica ed esperienze multimodali siano accessibili, comprensibili, usabili ed efficaci per una utenza eterogenea. Questi interventi progettuali sono cruciali, tra le tante, in situazioni quali elezioni, comunicazione d’emergenza, sanità, politiche migratorie, trasporti e rendicontazione economica, contesti nei quali chiarezza, affidabilità e fiducia sono essenziali.

Nonostante la sua centralità, questa forma di design è spesso poco curata, silenziosa e in larga misura inosservata. Viene frequentemente percepita come neutra, predefinita o meramente funzionale: ci si aspetta che funzioni e, pertanto, viene raramente messa in discussione. Eppure, condiziona profondamente la vita quotidiana e svolge un ruolo decisivo nel plasmare il rapporto tra cittadini, istituzioni pubbliche e organizzazioni. Proprio perché spesso opera in forma anonima, senza riconoscimento né visibilità, richiede perciò un elevato grado di cura, responsabilità e qualità. Il public communication design deve rispondere a standard rigorosi di chiarezza, accuratezza e usabilità, non in funzione di un riconoscimento estetico, ma per il suo impatto diretto sulla vita dei cittadini. Allo stesso tempo, le istituzioni pubbliche contemporanee si confrontano sempre più spesso con scenari complessi, dinamici e frequentemente controversi. Come evidenziato da Burns et al. (2006), molti sistemi sono stati storicamente progettati per un mondo complicato piuttosto che complesso.

Oggi, tuttavia, la proliferazione delle informazioni, l’accelerazione delle infrastrutture digitali e l’instabilità dei contesti politici e sociali mettono in discussione la capacità dei modelli tradizionali di comunicazione di mediare efficacemente tra istituzioni e cittadini. I cittadini raramente fanno esperienza delle istituzioni pubbliche come organizzazioni isolate; incontrano piuttosto lo Stato come una rete di organizzazioni, servizi e piattaforme interconnessi. In questo contesto, il ruolo del design della comunicazione va oltre la rappresentazione e richiede processi di ricerca, iterazione e collaborazione multidisciplinare per garantire che i sistemi informativi sostengano efficacemente l’uso nei contesti reali e aiutino i cittadini a comprendere come muoversi attraverso i confini istituzionali per perseguire i propri obiettivi.

Raccogliendo la sfida lanciata dal numero 42 di Progetto Grafico, Design Under Attack – che invitava a una rinnovata riflessione etica, politica e operativa sul ruolo del design della comunicazione in un contesto di crisi e instabilità – questo numero propone di spostare l’attenzione verso la sfera pubblica in un contesto nazionale e sovranazionale. Se il design può agire come forma di resistenza, azione critica e impegno sociale, allora il public communication design può essere inteso come una forma di resistenza silenziosa ma fondamentale: una pratica orientata al bene comune, alla chiarezza, all’accessibilità e al funzionamento dei sistemi democratici attraverso esperienze statiche, dinamiche e interattive.

In un contesto segnato dalla polarizzazione politica, dalla disinformazione e dalla crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni, il ruolo del graphic design nel settore pubblico assume un’importanza strategica. Non si tratta soltanto di raffinatezza estetica o di un superficiale «abbellimento» (come suggerito dalla dichiarazione America by Design del presidente Trump), ma di sostenere la credibilità, la trasparenza e la capacità operativa dello Stato. Come ha affermato Richard Saul Wurman in una celebre frase: “l’informazione pubblica dovrebbe essere resa pubblica”, e dunque le informazioni che riguardano la vita collettiva devono essere accessibili, comprensibili, utilizzabili e gratuite.

Questo numero invita gli autori a esplorare criticamente il ruolo del graphic design, della comunicazione visiva e dell’information design all’interno del settore pubblico. L’obiettivo è indagare in che modo le pratiche progettuali possano sostenere, mettere in discussione e trasformare le modalità con cui le istituzioni pubbliche comunicano, operano e interagiscono con i cittadini.

Indicazioni bibliografiche

Bason, C. (2017). Leading public design: Discovering human-centred governance. Policy Press.

Black, A., Luna, P., Lund, O., & Walker, S. (Eds.). (2017). Information design: Research and practice. Routledge. https://doi.org/10.4324/9781315585680

Burns, C., Cottam, H., Vanstone, C., & Winhall, J. (2006). RED Paper 02. Transformation design. Design Council. https://www.designcouncil.org.uk/fileadmin/uploads/dc/Documents/red-paper-transformation-design.pdf

Downe, L. (2020). Good services: How to design services that work. BIS Publishers.

Frascara, J. (2008). Diseño gráfico para la gente: Comunicaciones de masa y cambio social. Ediciones Infinito.

Government Digital Service. (n.d.). Service manual. GOV.UK. https://www.gov.uk/service-manual

Nesta & IDEO. (2017). Designing for public services: A practical guide. Nesta. https://www.nesta.org.uk/toolkit/designing-for-public-services-a-practical-guide/

Pontis, S., & Babwahsingh, M. (2023). Information design unbound: Key concepts and skills for making sense in a changing world. Bloomsbury Visual Arts.

Schwesinger, B. (2010). The form book: Best practice in creating forms for printed and online use. Thames & Hudson.

Sless, D. (2004). Designing public documents. Information Design Journal + Document Design, 12(1), 24–35. https://doi.org/10.1075/idjdd.12.1.04sle

Zwaga, H., Boersema, T., & Hoonhout, H. (Eds.). (1999). Visual information for everyday use: Design and research perspectives. CRC Press. https://doi.org/10.1201/9781482295375

 

TARIFFE PUBBLICAZIONE

• Saggi scientifici:
  Autori AIAP: €300 per saggio
  Autori standard: €400 per saggio

• Artefatti comunicativi:
  Autori AIAP: €300 per artefatto
  Autori standard: €400 per artefatto

• Recensioni:
  Gratuito

Contributo terzo autore: €50 aggiuntivi per contributo (tutte le tipologie)